Chiesa

Domenica 21 febbraio 2010 7 21 /02 /2010 12:24

I VANGELI APOCRIFI


Mandiamo in onda questi interessantissimi video sui Vangeli apocrifi. Sono un po’ lunghi perché compendiano, in due soli filmati, i 10 video di Sorayaluna72 su Youtube. Vale la pena guardarli!

Da Videolina, la Porta sull'Infinito, una trasmissione in cui si parla e si approfondisce il tema dei Vangeli apocrifi. In studio Corrado Malanga, Igor Sibaldi e Colin Wilson. (fonte:Sorayaluna72 26-02-2008)

 

 

 

 


Di Ferdy - Pubblicato in : Chiesa
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Martedì 15 dicembre 2009 2 15 /12 /2009 18:31

Preti Pedofili

Premessa:

Su questa tematica relativa “ai preti pedofili” ci siamo già occupati su questo sito nella categoria “religione” a cui rinviamo il lettore per approfondimenti e per i video. Per coloro i quali volessero approfondire ulteriormente questi aspetti ho postato alcuni articoli che possono aiutare il lettore a farsi un’idea su questa sconcertante vicenda di cui, purtroppo, la Chiesa è coinvolta.

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Dal Corriere.it, si riporta:

  cappellini-vaticano.jpg «Crimini odiosi, scriverò una lettera ai fedeli» Pedofilia in Irlanda, rabbia e vergogna del Papa: «Responsabili pagheranno» Vertice in Vaticano sul «rapporto Murphy» che ha svelato abusi da parte di sacerdoti e tentativi di insabbiamento

ROMA – Rabbia e vergogna. Benedetto XVI sceglie parole forti per rivolgersi ai vertici della Chiesa irlandese, convocata in Vaticano sul «rapporto Murphy», un documento che prova come per decenni siano stati perpetrati abusi su bambini da parte di esponenti del clero in Irlanda e come questi siano stati passati sotto silenzio da parte dei responsabili ecclesiastici che avrebbero dovuto denunciare e tutelare. Il Papa ha parlato di «crimini odiosi» e ha promesso che tutti i responsabili pagheranno. Ha quindi annunciato che scriverà una lettera ai cattolici irlandesi.

RESPONSABILITÀ DELLA CURA PASTORALE – «La Santa Sede prende molto sul serio le questioni sollevate dal “rapporto Murphy”, incluse quelle che concernono i pastori delle Chiese locali che hanno in ultima istanza la responsabilità della cura pastorale dei bambini» si legge nel comunicato emesso della sala stampa vaticana. Un testo, precisa padre Lombardi, che «il Pontefice ha letto e approvato». Benedetto XVI, aggiunge Lombardi, «intende indirizzare una lettera pastorale ai fedeli dell’Irlanda nella quale darà chiare indicazioni circa le iniziative che saranno prese per rispondere alla situazione. In tal modo il Papa intende dare delle indicazioni concrete e non solo esprimere il rammarico, per dare una risposta a una situazione drammatica. Inoltre, data l’urgenza del problema, pure se non esiste ancora una data per la pubblicazione del documento, i tempi non saranno lunghi». Il Papa, viene spiegato, è «sconvolto e angosciato, condivide la rabbia, il senso di tradimento e la vergogna provate da così tanti fedeli cattolici irlandesi» e la Chiesa continuerà a seguire questa «grave questione con la massima attenzione». All’incontro hanno preso parte il primate della chiesa irlandese, il cardinale Sean Brady, l’arcivescovo di Dublino mons. Diarmuid Matin e alcuni alti esponenti della Curia vaticana: il prefetto della congregazione per il clero, card. Claudio Hummes, il prefetto della congregazione per i vescovi, card. Giovanni Battista Re, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, card. William Levada.

LE SCUSE DEI VESCOVI IRLANDESI – Tre giorni fa era stato il Nunzio apostolico in Irlanda, Giuseppe Leanza, a scusarsi per «eventuali errori» commessi dalla Santa Sede: «Noi condanniamo questi atti ma se dovesse emergere che un qualunque errore è stato commesso da parte nostra presentiamo le nostre scuse» ha detto al termine di un incontro con il ministro degli esteri irlandese Michael Martin. Secondo il rapporto, la Chiesa cattolica irlandese avrebbe cercato di coprire una serie di abusi sessuali su minori commessi da sacerdoti e il ministro Martin aveva detto di essere rimasto deluso dal «silenzio» del Vaticano. Il giorno successivo il sinodo dei vescovi irlandesi ha chiesto pubblicamente scusa, anche per il tentato insabbiamento dello scandalo messo in atto dai vertici ecclesiastici a Dublino: «Noi vescovi chiediamo scusa a coloro che hanno subito gli abusi dei sacerdoti quando erano piccoli, ai loro familiari e a tutti coloro che, giustamente, se ne sono scandalizzati. Siamo scioccati non solo per la portata degli abusi così come vengono riferiti in un rapporto, ci sentiamo anche coperti di vergogna di fronte ai tentativi di insabbiamento messi in atto dall’arcivescovado di Dublino».

IL RAPPORTO RYAN – Il rapporto della Child Abuse Commission è stato redatto al termine di una vasta indagine sugli istituti gestiti da religiosi, in cui sono state intervistate migliaia di vittime di abusi. Vengono raccontati fatti di un arco di tempo di circa 50 anni, dal 1930 agli anni ‘80. Sono raccolte le testimonianza di circa 2.500 vittime e prese in esame oltre cento istituzioni gestite da religiosi. In particolare, nelle istituzioni pubbliche per soli ragazzi gestite da ordini religiosi cattolici, le violenze erano «endemiche», secondo quanto dichiarato dal giudice che ha coordinato il rapporto, Sean Ryan. La commissione fu creata nel 2000 dal premier Bertie Ahern dopo che un documentario tv fece emergere la lunga storia delle violenze sui minori nelle istituzioni gestite da ordini religiosi. Si parla di pestaggi, violenze sessuali di ogni genere, umiliazioni, copertura e protezione reciproche da parte dei responsabili delle violenze.11 dicembre 2009

POLITICA E TV LE POLEMICHE

Video su Chiesa e pedofilia Rai, scoppia il caso Santoro Il giornalista vuole mandare in onda l’ inchiesta della Bbc La Cei: spazzatura. Da viale Mazzini non c’è ancora il sì

ROMA – «Sex crimes and Vatican», cioè «Crimini sessuali e Vaticano», è un’ inchiesta tv di 39 minuti. Michele Santoro vuole acquistarla per costruirci attorno una puntata di «Annozero», ma i vertici Rai per ora non lo hanno autorizzato. Avvenire, il quotidiano dei vescovi, ieri in prima pagina definiva il documentario roba «da bidone della spazzatura». Insomma, prima che qualcuno decida di metterlo in onda la Chiesa avverte che quel lavoro è una vergogna e lo scontro sarebbe durissimo. Nel maremoto che già regna in Rai nessuno finora ha preso posizione. Né Marano, direttore di Rai2, secondo il quale Santoro non dipende da lui, né Di Bella, direttore del Tg3, che è responsabile di «Annozero» solo per la par condicio pre-elettorale. Tutto, quindi, nelle mani del direttore generale Cappon. Far trasmettere il filmato significa incidente grave con il Vaticano, vietare l’ acquisto vuol dire mandare Santoro in trincea: il giornalista potrebbe denunciare la censura in diretta. Terze vie non si intravedono, il caso è pronto. Il tema terribile di cui parliamo è la pedofilia violenta di alcuni preti in Irlanda, negli Usa, in Brasile. In «Sex crimes» la Chiesa cattolica viene accusata di aver voluto coprire i suoi ministri di culto colpevoli di abusi sessuali su minori. In particolare, l’ ex cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI, viene accusato di aver avallato questa politica di copertura e segretezza e di aver accentrato in Vaticano ogni indagine. Il video non è nuovo e porta un marchio prestigioso, Bbc, che lo ha trasmesso nell’ ottobre 2006. Ora, nella scia dei contrasti laici-cattolici, quelli di «Bispensiero», portale siciliano degli amici di Beppe Grillo, hanno deciso di sottotitolare «Sex crimes» e di caricarlo – inizi di questo mese – su Video Google. Risultato: è da giorni il filmato più visto in quel sito. I trentanove minuti ricordano più lo stile Michael Moore, aggressivo e con una tesi da dimostrare, piuttosto che la equidistanza del giornalismo anglosassone. Il conduttore è Colm O’ Gorman, vittima delle violenze di un sacerdote irlandese nel 2002. Gorman si sposta negli Usa per padre O’ Grady, che al processo confessò di aver violentato trenta bambini e bambine e poi in Brasile e in California con altre vicende di preti e abusi sessuali. Ma il cuore bruciante del documentario riguarda la «Crimen sollicitationis», documento del 1962, con il quale – secondo la Bbc – il Vaticano stabiliva «come mettere a tacere le accuse di abusi sessuali», «obbligava vittime, preti e testimoni alla segretezza assoluta, pena la scomunica». Ed ecco il punto: «Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, impose per 20 anni l’ applicazione del “Crimen”» ed emanò un seguito, secondo il quale «ogni accusa andava vagliata esclusivamente in Vaticano». Il documentario si conclude così: «Il Vaticano non ha risposto alle richieste di interviste». Avvenire ribatte: «Ognuno si consola come vuole dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in piazza San Giovanni». Poi cominciano le correzioni: «”Crimen sollicitationis” è un’ istruzione emanata dal Sant’ Uffizio nel 1962 e in quel tempo Ratzinger era ancora teologo impegnato in Germania… Il documento era atto a istruire i casi canonici e portare allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile… obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica… Ratzinger, diventato più tardi prefetto della Congregazione, firma una Lettera ai Vescovi dove si prevede che il delitto commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni, sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno della volontà di dare il massimo rilievo a certi reati». Dunque: «I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa». Michele Santoro, invece, vorrebbe partire da «Sex crimes» per discutere, con clamore. La sua struttura ha contattato la Bbc ed esiste già un prezzo del video, attorno ai ventimila euro. Come avvenne per il «Codice da Vinci», parlare di questo video non fa che aumentare la curiosità. Storica o morbosa. * * * «Un’ infame calunnia via Internet rivolta alla Chiesa e in particolare al Papa» scrive Avvenire del video sui preti cattolici e abusi sessuali trasmesso dalla Bbc nel 2006: «Un pot-pourri di affermazioni e pseudotestimonianze apertamente sconfessate a suo tempo dalla Cei, la quale invitò l’ augusta Bbc a vergognarsi».

Il quotidiano della Cei: fango sul Vaticano dopo il successo del Family Day Avvenire: «Infame calunnia a Chiesa e Papa» Editoriale sulla video-inchiesta sui preti pedofili trasmessa dalla Bbc nel 2006 e ripresa ora da un blog con sottotitoli in italiano

CITTÀ DEL VATICANO – Una «infame calunnia via Internet» ai danni «della Chiesa e di Ratzinger». Con queste parole, in un editoriale, il quotidiano Avvenire si scaglia oggi contro la diffusione da parte del blog Bispensiero, con sottotitoli in italiano, del documentario su preti cattolici e abusi sessuali mandato in onda dalla Bbc nel 2006. Il giornale dei vescovi italiani contesta su tutta la linea il contenuto del video, «un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze – così lo definisce – che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese».

RATZINGER E IL CRIMEN – E in particolare rigetta «l’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto “garante” per 20 anni – da quando fu nominato prefetto vaticano – del testo “Crimen sollicitationis”, che è un’istruzione emanata in realtà dal Sant’Uffizio il 16 marzo 1962». Secondo Avvenire, «quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un’importante istruzione atta ad “istruire” i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile». «Insomma – ribadisce il quotidiano della Cei -, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali». E che il testo «Crimen Sollicitationis» non fosse pensato per tale fine – aggiunge ancora l’editorialista del quotidiano della Cei – «lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l’autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell’ergastolo». 19 maggio 2007

Dal sito “anonimo italiano” si riporta:

Tra le varie risposte al famoso Sex crimes and the Vatican, il video in cui vengono discussi i casi di crimini a sfondo sessuale nei confronti di minori da parte di prelati e di come la Chiesa insabbiasse queste sozzure, mi sono imbattuto nell’articolo del buon Andrea Galli il quale, comicità involontaria a parte, mi fa riflettere e mi inquieta, a cominciare dal titolo: “Infame calunnia via Internet”. Non ti sembra un po’ sopra i toni?

Così stupisce solo in parte che dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in Piazza San Giovanni, ci sia chi trovi benefico sfogo a rovistare nel bidone della spazzatura alla ricerca di qualche lisca di pesce o di qualche uovo in decomposizione.

La BBC un bidone della spazzatura?

Andrea, pensi che l’Avvenire, il giornale in cui scrivi, proponga un giornalismo migliore della BBC?

Un po’ di umiltà a un cristiano si addice, e spiace dirtelo, ma la BBC è globalmente riconosciuta come esempio di buon giornalismo, mentre sul fogliaccio in cui scrivi ci sarebbe molto da discutere, a cominciare dalla provenienza del danaro dell’editore.

Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l’augusta Bbc a “vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell’attaccare senza motivo Benedetto XVI”.

Definisci “pseudo-testimonianze” (false testimonianze) cio che viene detto da un Pubblico Ministero americano (repubblicano), di un prete sotto giuramento sulla bibbia durante un processo, di vittime accertate di pedofili condannati e come accerti la falsità di tutto ciò? Citando la Conferenza Episcopale Inglese!

… geniale, un genio …

Non volevo usare l’ironia, davvero, non volevo, ma qui non riesco a trattenermi: se scrivi queste cose mi fai un assist!

-Non è stato Pierino!

-E chi te lo ha detto?

-Pierino!

Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto “garante” per 20 anni – da quando fu nominato prefetto vaticano – del testo Crimen sollicitationis, che è un’istruzione emanata in realtà dal Sant’Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.

Non e’ Giorgio Napolitano il “garante” della costituzione, pur essendo egli stato eletto a questo ruolo solo l’anno scorso?

Credo che tu stia tentando di insinuare nelle menti del lettore l’idea che Ratzinger non abbia avuto nulla a che fare con questo documento, confermando così il confronto che feci pocanzi tra la BBC e L’Avvenire. Riporto in inglese e traduco in italiano i passaggi del documentario in cui se ne parla, per fare un po’ di chiarezza dove hai rimestato le acque.

KENYON: Aidan didn’t know it, but an oath of silence was part of the secret church decree called ‘crimen sollicitationis’ (crime of solicitation). The directive was written in 1962, and Catholic bishops worldwide are ordered to keep it locked away in the church safe. It instructs them on how to deal with priests who solicit sex from the confessional. But it also deals with any obscene external acts with youths of either sex. Child abuse. Originally written in Latin it imposes the strictest oath of secrecy on the child victim, the priest dealing with the allegation, and any witnesses. Breaking that oath means instant banishment from the Catholic Church – excommunication.

KENYON: The procedure was intended to protect a priests reputation until the church had investigated. But in practice it can offer a blueprint for cover-ups. The man in charge of enforcing it for 20 years was Cardinal Joseph Ratzinger, the man made Pope last year. In 2001 he created the successor to the decree. In spirit it was the same, overarching secrecy with a threat of excommunication. He sent a copy to every Bishop in the world. But now he ordered that the Vatican must have what it calls ‘exclusive competence’. In other words, all child abuse allegations must go exclusively to Rome

KENYON: Aidan non lo sapeva, il documento ecclesiastico segreto chiamato “crimen sollicitationis” comprendeva un voto del silenzio. La direttiva venne redatta nel 1962 e si ordinò ai vescovi Cattolici di tutto il mondo di mantenerla sotto chiave nella cassaforte della chiesa. Il documento li istruiva su come comportarsi nei casi di preti che avessero sollecitato atti sessuali all’interno del confessionale. Ma tratta anche di atti osceni, esterni al confessionale, nei confronti di giovani di entrambi i sessi. Abuso sui bambini. Scritto originariamente in latino, impone il più severo voto di segretezza alla piccola vittima, al prete coinvolto nell’accusa a a ogni testimone. Rompere il voto vuol dire allontanamento istantaneo dalla Chiesa Cattolica – Scomunica

KENYON: La procedura sarebbe servita a proteggere la reputazione di un prete fintanto che la chiesa avesse investigato. Ma in pratica offre un piano di copertura. L’uomo in carica per farla rispettare fu il cardinale Joseph Ratzinger, per 20 anni, l’uomo che diventò Papa l’anno scorso. Nel 2001 egli creò il successore di questo decreto. Lo spirito era lo stesso: circoscrivere con il segreto attraverso la minaccia di scomunica. Inviò una copia a tutti i vescovi del mondo. Ma ora ordinò che il Vaticano abbia ciò che viene chiamato “competenza esclusiva”. In altri termini, un caso di abuso sessuale su minore deve essere trattato esclusivamente a Roma.

Come si evince dal trascritto, il documentario sostiene che Ratzinger era in carica per far rispettare il “Crimen Sollicitationis” e questo non espone nessuna incompatibilità con il fatto che egli, durante la redazione del documento, non fosse prefetto della Santa Inquisizione Sant’Uffizio Congregazione per la dottrina della fede.

Il resto del tuo articolo non scalfisce minimamente l’impianto accusatorio proposto della BBC, in quanto il fatto che Roma si avvocasse l’onere di fare giustizia e intendesse farlo nella totale segretezza, lascia ampi margini di dubbio su come la giustizia venisse o venga tuttora amministrata.

I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.

Tutti coloro i quali hanno offeso la dignità umana dovrebbero porre sentite scuse.

Ti porgo le mie, se il mio post ti ha offeso o turbato.

Ci sarebbero anche quelle migliaia di famiglie a cui chiedere scusa, le quali stanno ancora aspettando scuse e giustizia, e alle quali non credo potranno mai scusarsi abbastanza.

Ci sarebbero anche i tuoi lettori, ai quali hai propinato false verità, o, per lo meno, una verità estremamente di parte, e ai quali sei giunto persino a paragonare un icona del giornalismo mondiale alla spazzatura. Non le pretenderanno perchè probabilmente non sanno di essere stati danneggiati. Però io e te lo sappiamo, no?

Al vertice della piramide c’è il Grande Fratello. Egli è infallibile e potentissimo.

Il Grande Fratello è il modo in cui il Partito sceglie di mostrarsi al mondo. Ha la funzione di agire da catalizzatore dell’amore, della paura e della venerazione. Al di sotto del Grande Fratello c’è il Partito Interno, che comprende circa sei milioni di persone. E infine viene la massa silenziosa di coloro che abitualmente chiamiamo “prolet”. George Orwell ‘1984′

Traduzione di un articolo dell’ Observer, in cui si fa riferimento alla lettera del cardinale Ratzinger la quale estendeva il crimen sollicitationis.

L’Observer sembra avvallare le ipotesi della BBC presentate nel documentario “Sex crimes and the Vatican“.

Sono alla ricerca dell’intervista rilasciata dall’Arcivescovo Tarcisio Bertone per poterla pubblicare.

Il Papa ostruì un indagine su abusi sessuali

Una lettera di carattere confidenziale rivela che Ratzinger ordinò ai vescovi di mantenere segrete le accuse

Papa Benedetto XVI la scorsa notte venne esposto alle accuse di aver “ostacolato le indagini”, dopo che emerse il fatto che egli inviò un ordine in cui si assicura alle indagini della chiesa in tema di accuse di abusi sessuali, lo svolgimento in regime di segretezza.

L’ordine venne impartito attraverso una lettera, ottenuta dall’Observer, la quale venne inviata a ogni vescovo Cattolico nel Maggio del 2001.

Essa sosteneva il diritto della chiesa a svolgere le proprie indagini a porte chiuse e a mantenere confidenziali le prove fino a 10 anni dopo il raggiungimento dell’età adulta da parte della vittima. La lettera portava la firma del cardinale Joseph Ratzinger, che venne eletto successore di Giovanni Paolo II la scorsa settimana.

Gli avvocati che agivano in nome delle vittime di abuso sostengono che essa sia stata concepita allo scopo di evitare alle accuse di diventare pubbliche o di essere oggetto di indagine da parte dalla polizia. Accusano Ratzinger di aver commesso una “chiara ostruzione della giustizia“.

La lettera, “De Delictis Gravioribus” (riguardo ai peccati più gravi), venne inviata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ufficio vaticano che una volta gestiva l’Inquisizione e che era controllato da Ratzinger.

Essa rendeva esplicita ai vescovi la posizione della chiesa in merito a numerose questioni che spaziavano dalla celebrazione dell’eucarestia con un non Cattolico agli abusi sessuali compiuti da un clerico “con un minore di 18 anni”. La lettera di Ratzinger dichiara che la chiesa può rivendicare la giurisdizione nei casi nei quali l’abuso viene “perpetrato con un minore da un clerico”.

La lettera afferma che la giurisdizione della chiesa “inizia ad aver luogo quando il minore abbia compiuto il diciottesimo anno di età” e si protrae per 10 anni.

Essa ordina che le “indagini preliminari” in merito a qualsiasi accusa di abuso debbano essere inviate all’ufficio di Ratzinger, il quale ha l’opzione di inoltrarle a tribunali privati, nei quali la “funzione di giudice, promotore di giustizia, notaio e legale rappresentante possono essere validamente assunte, in questi casi, solo da preti“.

“Casi di questo genere sono soggetti al segreto pontificio“, conclude la lettera di Ratzinger. Infrangere il segreto pontificio in un qualsiasi momento dei 10 anni in cui la giurisdizione ha effetto comporta sanzioni, compreso il pericolo di scomunica.

Alla lettera fanno riferimento documenti relativi ad una causa legale intentata precedentemente durante quest’ anno nei confronti di una chiesa in Texas e nei confronti di Ratzinger da due presunte vittime di abuso. Inviando la lettera, gli avvocati, agendo in nome delle presunte vittime, sostengono che il cardinale ha cospirato per intralciare la giustizia.

Daniel Shea, l’avvocato delle due presunte vittime, il quale ha scoperto la lettera, ha detto: “Parla da sola. Vi dovete chiedere: perche non fate iniziare la conta degli anni fino a quando il bambino non ha 18 anni? E’ un’ostruzione alla giustizia.”

Padre John Beal, professore di diritto canonico alla Catholic University of America (università cattolica d’America), rilasciò una deposizione giurata l’8 Aprile dell’anno scorso, nella quale ammise a Shea che la lettera estendeva la giurisdizione e il controllo da parte della chiesa ai crimini di violenza sessuale.

La lettera di Ratzinger era controfirmata dall’Arcivescovo Tarcisio Bertone, che rilasciò un’intervista due anni fa, nella quale lasciò intendere l’opposizione della chiesa a consentire ad agenzie esterne indagini in merito ad accuse di abusi.

“Secondo me, la richiesta che un vescovo sia obbligato a contattare la polizia per denunciare un prete che ha ammesso il crimine di pedofilia è priva di base“, ha detto Bertone.

Shea criticò l’ordine per il quale le accuse di abusi debbano essere investigate solo all’interno di tribunali segreti. “Stanno imponendo procedure e segretezza su questi casi. Se le autorità scoprono il caso, possono occuparsene. Ma non si può indagare un caso, se non lo hai mai scoperto. Se si riesce a mantenerlo segreto per 18 anni più 10 il prete ha il tempo di farla franca“, aggiunge Shea.

Un portavoce dell’ufficio stampa del Vaticano, una volta messo al corrente dei contenuti della lettera, si è rifiutato di commentare. “Questo non è un documento pubblico, perciò non vorremmo parlarne”

Jamie Doward, corrispondente in affari religiosi Domenica 24 Aprile, 2005 Traduzione di anonimo italiano

660.000.000 di dollari per evitare la sbarra

Fonte: anonimo italiano

Questa è la cifra che l’arcidiocesi di Los Angeles pagherà alle vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili. Una sola vera Chiesa … vero Ratzinger?

Diamo una veloce occhiata a ciò che ha fatto di bello l’unica chiesa che Cristo voleva:

• Arcidiocesi di Boston, 2003, $84.000.000 per 552 denunce. Ampio reportage, premio Pulitzer del Boston Globe

• Arcidiocesi di Louisville, 2003, $25.700.000 per 243 vittime.

• Diocesi di Orange, 2004, $100.000.000 per 90 denunce di abuso.

• Diocesi di Oakland, 2005, $56.000.000 a 56 persone.

• Diocesi di Tucson, 2005, acconsente alla costituzione di un fondo fiduciario di circa $22.000.000 a beneficio di più di 50 vittime per evitare la bancarotta.

• Diocesi di Sacramento, 2005, paga $35.000.000 a 33 persone.

• Diocesi di Covington, 2006, $84.000.000 per più di 350 persone.

• Arcidiocesi di Portland, 2007, acconsente al pagamento di più di $52.000.000 a 175

vittime per evitare la bancarotta. Mette da parte altri $20.000.000 per ogni futura denuncia: quando si parla di buoni propositi …

• Diocesi di Spokane, 2007, acconsente al pagamento di $48.000.000 per circa 150 denunce per evitare la bancarotta

Alla luce di queste cifre, strappate con i denti anche da una efficiente e attrezzata macchina giudiziaria americana in una società consapevole, in un paese in cui i giornalisti fanno il loro mestiere, cerco di immaginare quanti preti pedofili impuniti continuino a tastare il pisellino dei bambini sudamericani, africani, asiatici, europei e che non verranno MAI scoperti. Anche in Italia, di questo fenomeno, conosciamo solo la punta dell’iceberg.

Queste sono le opere caritatevoli alle quali vengono destinati i soldi dell’otto per mille che ci viene presentato attraverso stucchevoli, costose e martellanti pubblicità: evitare di far vedere un arcivescovo alla sbarra degli imputati a difendere 40 anni di pedofilia riscontrabili al di là di ogni ragionevole dubbio e coperti da segreto pontificio.

Come spiega Pino Nicotri, questi 30 danari che il vaticano intasca per tradire il messaggio cristiano, assieme a tutti i privilegi e le regalie che lo stato concede, valgono come una legge finanziaria.

Se è davvero questa la chiesa che il cristo indicò essere la sua, penso che se potesse vederla oggi, la rinnegherebbe immediatamente e spero che i cristiani facciano in fretta altrettanto.

Prendetevi cura del vostro otto per mille: se non firmate va al vaticano!

Con ogni mezzo invoco il potere di Dio sui media, in particolare sul Boston Globe

card. Bernard Francis Law

ex arcivescovo di Boston ai tempi dello scandalo e attualmente Cardinale e Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore

Per ulteriori informazioni leggere il sito di anonimo italiano.org

NOSTRO COMMENTO: Dicono i latini: “factum infectum fieri nequit” In parole povere: quello che risulta per tabulas non si può negare. E con questo ho detto tutto!

Di Ferdy - Pubblicato in : Chiesa
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Venerdì 30 ottobre 2009 5 30 /10 /2009 17:52

LA PEDOFILIA NELLA CHIESA CATTOLICA

di Avv. Fernando Cannizzaro

Le vicende della pedofilia nell’ambito della Chiesa cattolica non sono né  recenti né  nuove. Ne hanno parlato i Media anni addietro. In Usa hanno avuto il loro culmine. Ne parliamo anche Noi oggi per dare il Ns modesto contributo e per non fare cadere nel dimenticatoio fenomeni così gravi che avvengono nell’ambito delle istituzioni di cui Noi facciamo parte come Cattolici.

La pedofilia è una forma di devianza sessuale che si estrinseca nell’attrazione sessuale da parte di un soggetto sessualmente maturo  (sic!) nei confronti di soggetti che invece non lo sono ancora: bambini, preadolescenti e minorati. Il soggetto maggiorenne che dovrebbe essere sessualmente maturo, a nostro avviso, non lo è affatto. Si porta dietro nell’inconscio  disturbi della psiche che risalgono ad eventi dell’età puberale. Il Pedofilo  è un soggetto sessualmente malato, nel senso che non ha avuto in età puberale un corretto sviluppo sessuale. La conseguenza del suo status porta il pedofilo ad avere dei rapporti con soggetti di età di gran lunga inferiore alla loro: in genere bambini, preadolescenti ed anche minorati. I traumi  che provocano i pedofili  nei soggetti destinatari delle loro attenzioni sono irreversibili e lasciano,  negli adulti che hanno avuto nell’infanzia storie con pedofili, fenomeni a carico della sfera emotiva, relazionale, sociale e di comportamento.

Dicevamo che i preti pedofili hanno scelto come campo di battaglia gli USA anche se non disdegnano altri Stati. Oltre un miliardo di dollari è il costo degli abusi sessuali sui minori per la Chiesa cattolica negli USA. Lo confermano arcivescovi americani e la stampa USA. A Boston è emerso che almeno 800 persone sono state abusate nell’arco di 60 anni da 250 tra preti ed altri operatori religiosi in quello che è stato definito dal Procuratore Generale del Massachusset uno scandalo “ai limiti dell’incredibile” per la sua ampiezza. La diocesi di San Diego è la quinta degli Stati uniti a dichiarare bancarotta. (Fonte: Osservatoriosullalegalità.org)

Un articolo in grande evidenza sul New York Times del 12 ottobre. Una causa civile promossa da 560 persone, i dossier riservati di 126 sacerdoti dell'Arcidiocesi Cattolica di Los Angeles, alcuni risalenti agli anni '30.

Accuse di comportamenti sessuali disdicevoli nei confronti di bambini, che testimoniano 75 anni di abusi. Segnalazioni di casi su casi, senza che la chiesa riuscisse a proteggere i propri parrocchiani.

Secondo il New York Times, in alcuni casi, il Cardinale Roger M. Mahony e i suoi predecessori, in grande riservatezza, indirizzavano i sacerdoti presso assistenti psicologici e successivamente li collocavano in nuovi incarichi, in altri casi, l'assistenza veniva offerta ai genitori per i loro bambini, con la raccomandazione di non far parola dell'accaduto.

Per anni - scrive il quotidiano - le denunce anonime sono state ignorate e ai preti e' stato concesso il beneficio di ogni possibile dubbio. Raymond P. Boucher,avvocato dei promotori della causa, sostiene che le versioni dei dossier che sono state fornite dalla chiesa nell'estremo tentativo di far pulizia dopo le denunce, sono in realta' versioni edulcorate, prive dei dettagli piu' gravi contenuti nelle accuse, e monche delle risposte date dalla chiesa.

Si tratterebbe di atti di buona volonta' tesi a definire una qualche forma di transazione: una forma di pubbliche relazioni, adesso che i primi casi stanno per arrivare in tribunale. Secondo Boucher "i dossier completi dimostrerebbero quanto il problema fosse profondo e pervasivo, e quanto la chiesa ponesse i propri interessi davanti a quelli dei bambini e delle altre persone che subirono molestie da parte dei sacerdoti".

I dossier rivelerebbero che solo di recente la chiesa ha ammesso l'esistenza di comportamenti censurabili fra i propri componenti e ha agito di conseguenza, con la necessaria decisione per cercare di arginarli.

L'arcidiocesi di Los Angeles e' la piu' grande degli Stati Uniti. Finora i casi denunciati di abusi su minori erano pochissimi, ma dopo lo scandalo scoppiato a Boston, dove vennero denunciati piu' di 500 membri della chiesa e i risarcimenti ammontarono a 85 milioni di dollari, la chiesa di Los Angeles ha ricevuto centinaia di segnalazioni, che hanno coinvolto piu' di 250 persone fra sacerdoti e altri lavoratori delle sue istituzioni.

I tentativi di accordo stragiudiziale attualmente in atto riguardano circa la meta' di queste persone. Secondo Michael Hennigan, avvocato dell'arcidiocesi, i dossier con i documenti che la chiesa vuole rendere noti saranno pubblicati sul sito della stessa arcidiocesi oppure su un sito gestito dagli avvocati.

Mentre la diocesi di Boston e' stata costretta a chiudere non poche scuole e parrocchie per finanziare i risarcimenti dei danni, l'arcidiocesi di Los Angeles, secondo l'avvocato Hennigan, dovrebbe avere risorse e polizze assicurative sufficienti ad affrontare le spese per le transazioni.

Tod Tamberg, portavoce dell'arcidiocesi, ha dichiarato che "cio' che la chiesa sta cercando di fare e' riparare il danno fatto e assicurare, per quanto umanamente possibile, che non accada piu'". Ha detto anche che "tutto questo triste capitolo nella storia della Chiesa costituisce un'opportunita' di purificazione". (Fonte: Stati Uniti : decenni di abusi di preti pedofili
di Giulia Alliani da Osservatoriosullalegalità.org.)

Quella di San Diego e' la quinta diocesi degli Stati Uniti a dichiarare bancarotta. "Sono sbalordita. Questo e' il sistema contabile piu' bizantino che io abbia mai visto" ha esclamato la giudice Louise DeCarl Adler, che mercoledi' ha imposto alla diocesi un revisore esterno.

Alla corte erano giunte segnalazioni secondo le quali le autorita' ecclesiastiche stavano cercando di nascondere alcuni assets con l'intento di evitare di pagare i dovuti risarcimenti alle presunte vittime di abusi sessuali da parte di rappresentanti del clero.

Dopo aver prospettato alla diocesi un'eventuale incriminazione per oltraggio alla corte per aver fornito una falsa rappresentazine dei fatti e avere forse violato la legislazione sulla bancarotta, la giudice ha criticato gli avvocati della chiesa per non aver incluso nei documenti previsti ben 770 conti correnti bancari.

Secondo il magistrato i tre avvocati si sarebbero accordati con le parrocchie per creare dei nuovi conti separati da quelli della diocesi.

Gli avvocati delle presunte vittime accusano la chiesa di effettuare ripetuti tentativi di ridurre la somma disponibile per gli eventuali risarcimenti. Duecento milioni di dollari costituiscono la somma ritenuta congrua per una riparazione. ( F USA : preti pedofili , giudice mette sotto controllo patrimonio chiesa di Giulia Allianonte: sito: Osservatoriosullalegalità.org)

Questi casi documentano – senza ombra di dubbio – come la Chiesa invece di attivarsi tempestivamente ad espellere dal suo interno il clero pedofilo, abbia palleggiato tale situazioni per anni, perpetuando così gli abusi ed i reati del clero incriminato – rendendosi complice - senza intervenire – di quanto commesso  dai religiosi pedofili. Avrebbe, invece, dovuto affidarli, immediatamente, alle competenti autorità civili per il seguito di competenza. Certo, questa dei preti pedofili è una pagina che certamente non fà onore alla Chiesa e, meno che mai, all’attuale Pontefice,  Joseph Ratzinger che, se non fosse stato eletto Papa, sarebbe stato sotto processo negli USA. Come non fà onore l’Opus Dei che è peggio dei preti pedofili. Ma di questo ne abbiamo già parlato in un Ns articolo su questo sito. Sulla pedofilia guarda pure il video di Pino Nicotri, cliccando nella Categoria Chiesa.-

 

 

Di Ferdy - Pubblicato in : Chiesa
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Venerdì 25 settembre 2009 5 25 /09 /2009 20:12

OPUS DEI: DI CHE SI TRATTA?

di Avv. Fernando Cannizzaro  

 

  L'Opus Dei è un'organizzazione fondata in Spagna nel 1928 da Josemaría Escrivá de Balaguer.

L'obiettivo dichiarato di Opus Dei è quello di "diffondere in tutta la società una profonda consapevolezza della chiamata universale alla santità e all’apostolato attraverso il lavoro svolto con la libertà e responsabilità personale".

L'Opus Dei è composto da membri  laici e sacerdoti:

I laici continuano a lavorare nel mondo laico, ma restano sotto la stretta direzione spirituale dell'Opus Dei.

Tutti i membri Opus Dei devono seguire "il progetto di vita", fatto da pratiche spirituali come la Messa quotidiana, il rosario, la lettura spirituale, mentale e di preghiera.
Ci sono diverse classi di appartenenza l'Opus Dei:

 

Numerary: membri che si impegnano a rimanere celibi e, in generale, vivono in case Opus Dei. Essi  impiegano tutti i loro stipendi per l'Opus Dei, e praticano, inoltre,  varie forme di mortificazione corporale, compreso l'uso del cilicio, e la fustigazione;

 Sovrannumerari: sono membri che possono essere sposati e vivono con le loro famiglie. Essi seguono lo stesso "progetto di vita" come i Numerary, ma, in genere, non conoscono molti dei dettagli della vita dei Numerary. Essi conferiscono gran parte del loro reddito all'Opus Dei, spesso a scapito delle loro parrocchie locali. Per leggere la testimonianza della figlia di un sovrannumeraria: http://www.odan.org/tw_apple.htm

Numerary sacerdoti: essi aderiscono all'Opus Dei come membri laici, ma vengono poi selezionati. Molti sono titolari di posizioni importanti in Vaticano. Ad ogni casa dell'Opus Dei è assegnato un Numerario sacerdote, le cui responsabilità comprendono: dire Messa, sentire le confessioni e dare la direzione spirituale per l'Opus Dei.


Membri Associati all'Opus Dei: Essi hanno come pegno anche il celibato, ma, generalmente,non vivono in case.Tra queste vi sono le persone che non hanno acquisito diplomi universitari, o che devono rimanere con le loro famiglie per motivi personali.

Numerary assistenti: sono donne che si impegnano al celibato, e sono responsabili per la cura e la pulizia di tutte le residenze l'Opus Dei. Per leggere la testimonianza di un ex assistente numerary: http://www.odan.org/tw_basic_human_rights_were_violated.htm

Cooperatori: dell'Opus Dei forniscono un sostegno finanziario, ma non sono considerati membri dell'Opus Dei. collaboratori non hanno bisogno di essere cattolici. (Note:  More testimonies from former members of Opus Dei can be found at the following link: http://www.odan.org/testimonies_and_writings.htm ) (Nota: Altre testimonianze di ex membri dell'Opus Dei si possono trovare al seguente link: http://www.odan.org/testimonies_and_writings.htm)

Nonostante le sue apparenti nobili intenzioni, l'Opus Dei ha suscitato polemiche nei Paesi di tutto il mondo. Le famiglie dei membri dell’ Opus Dei non sono quasi mai coinvolti nel processo di vocazione, (in realtà l'Opus Dei  spesso scoraggia i suoi nuovi membri dal raccontare anche alle loro famiglie  la loro decisione.)

 Nei primi anni 1980 all'Opus Dei è stata concessa da Papa Giovanni Paolo II la designazione di "Prelatura personale" all'interno della Chiesa (che garantisce all’Opus una forte autonomia paragonabile a quella di una diocesi extraterritoriale).  Oggi ci sono circa 85.000 membri dell'Opus Dei in tutto il mondo. L'Opus Dei si trova in molti paesi, tra cui Inghilterra, Spagna, Italia, Irlanda, Canada, Messico, Giappone, Australia, Filippine, i paesi dell'Europa Centrale e Sud America, e molti altri, compresi gli Stati Uniti. Opus Dei, in genere, si trova nelle grandi città, spesso vicino a prestigiose università, dove ha la speranza di attrarre reclute.  

 Chi volesse approfondire la nascita e le origini dell’Opus Dei può consultare: http://it.wikipedia.org/wiki/Opus_Dei.

Negli ultimi anni, gruppi di ex membri provenienti da altri paesi si sono riuniti per ricordare le ingannevoli tecniche manipolative occupate da Opus Dei dai membri e di condividere le loro storie. Tra questi sono Opus Libros, con sede in Spagna, e Opuslivre, con sede in Brasile.

Da contatti che l’ODAN ha allacciato, è emerso che ovunque vi è l'Opus Dei,  vi è polemica.  La grande tragedia è che la maggior parte dei membri dell'Opus Dei non si rende conto che gli ideali che ispirano  non si correlano con le loro effettiva pratiche, che comprendono una cultura che richiede reclutamento aggressivo, soprattutto a livello di numerary con l'imposizione delle coercizioni e l’intenso senso di colpa su coloro che desiderano prendere libere decisioni. Impongono cieca obbedienza al loro Superiore: lo spirito deve essere quello di obbedire o lasciare ".  

Che cos’è L’ODAN? (www.odan.org)

 

ODAN è un’organizzazione di volontari che fornisce sostegno,  comprensione ed orecchio a queste persone vittime dell’Opus Dei e dà loro le informazioni di cui hanno bisogno per compiere scelte informate.
Fin dalla sua istituzione nel 1991, ODAN ha sentito  innumerevoli persone che sono state vittime dell'Opus Dei da parte del reclutamento aggressivo, fatto con sotterfugi e inganno.
Il risultato è stato per molti devastazione e disillusione. Le vittime dell’Opus Dei spesso si sentono isolate, sole, abbandonate anche da Dio. L’ODAN si sostiene esclusivamente su donazioni, al fine di continuare gli obiettivi di istruzione, di prossimità e di sostegno. Il personale dell’ ODAN  è composto interamente da volontari che lavorano molte ore senza stipendi. In particolare l’ODAN che fin dalla sua istituzione nel 1991, è stato in contatto con persone provenienti da tutto il mondo che hanno sperimentato la discutibile prassi di Opus Dei. Molti sono ex membri, altri che hanno contattato ODAN inclusi genitori, fratelli e amici degli attuali o ex membri dell'Opus Dei; sacerdoti e religiosi, compresi i vescovi ei ministri del campus.


IL LIBRO Di Ferruccio PINOTTI: OPUS DEI SEGRETA


Ed ora veniamo alle testimonianze tratte dal libro di Ferruccio Pinotti “Opus Dei Segreta”. Per raccogliere queste testimonianze il giornalista ha girato tutta l’Italia. Per il dubbio che le testimonianze riflettessero molto il peso che la Chiesa cattolica ha nella nostra società, Pinotti si è recato anche in Spagna, in Germania, in Inghilterra, negli Stati Uniti ed in Sud America. Dice nel suo libro che:” …..il muro del silenzio eretto dai vertici dell’Opus Dei è altissimo. Nulla deve uscire che non sia elogiativo,agiografico, commemorativo….Ma c’è qualcosa che non può essere cancellato: è l’esperienza delle singole persone, le tante storie segrete di coloro che a causa dell’opus Dei hanno sofferto e soffrono. Le storie umane non si discutono e non si dimenticano. Sarebbe troppo lungo e dispersivo riportare in questa sede le esperienze vissute direttamente dagli ex appartenenti all’Opus Dei. Il lettore che volesse approfondire la vicenda può acquistare direttamente il libro e leggerlo (oltretutto costa solo 11,50 Euro) ne vale la pena. Nelle “Conclusioni” del libro di Pinotti si legge:”….La rete di controllo della quale Opus Dei si avvale in Italia è quindi doppia: quella sviluppata in proprio, a partire dall’anno 1946, anno del trasferimento a Roma di Escrivà de Balanguer e dell’insediamento dell’Organizzazione in Italia; e quella che si muove attraverso le alte gerarchie Vaticane contigue all’Opus Dei. Per queste ragioni l’Opus Dei è, in Italia un potere reale; un potere forte. Ma anche un potere che opera in segreto, perché i nomi dei numerari, soprannumerari, aggregati e cooperatori restano ignoti. Eppure in qualsiasi Azienda, in qualsiasi carica pubblica,in ogni ministero, in ogni tribunale, in ogni università, in ogni ospedale, in ogni giornale ci sono una o più persone che – a vario titolo ed in forme diverse -  risultano essere vicine all’Opus Dei. …..La creazione, per  l’Opus e solo per l’Opus Dei, di una “Prelatura personale”, fa di essa una gigantesca diocesi extraterritoriale, una vera e propria “Chiesa nella Chiesa”, completamente autonoma in termini organizzativi e finanziari in grado persino di effettuare l’ordinazione di propri sacerdoti. Il Vaticano dopo l’elezione di Joseph Ratzinger sembra aver iniziato a considerare il problema. ….Lo ha fatto ridimensionando l’enorme potere nel campo della comunicazione acquisito negli anni di Papa Wojtyla da Navarro Valls il numerario dell’Opus Dei sollevato dal suo incarico e sostituito da un esponente dei tempi storici dell’Opera, il gesuita padre Federico Lombardi. Ma un ridimensionamento dell’Opus Dei si presenta comunque problematico per Ratzinger, che dell’Organizzazione ha accettato non solo le lauree Honoris causa, ma sostanziali appoggi.

 

LETTERA AL VATICANO

 

Nell’autunno 2005 un gruppo si ex numerari dell’Opus Dei ha inviato una lettera a Papa Ratzinger, sottolineando una serie di gravi problemi e chiedendo l’apertura di un’inchiesta sull’Opus Dei da parte delle autorità ecclesiastiche per la lettura di questa lettera si rinvia al sito: http://www.opuslibros.org/libros/oraculo/liberta_it.htm

Per concludere questa carrellata, alla luce di quanto sopra esposto,  Noi riteniamo – posto che sia vero quello che scrive Pinotti e, non c’è motivo per non credere, dal momento che risultano per  tabulas le testimonianze degli ex numerari appartenenti all’Opus Dei  e la serietà del giornalista – che occorrerebbe interessare le autorità competenti per approntare idonei provvedimenti, anche legislativi, volti a sottoporre alle Prefetture ed al Ministero dell’Interno gli elenchi di tutti gli appartenenti all’Opus Dei (numerari, soprannumerari, aggregati e cooperatori) in maniera che si sappia a priori a che tipo di organizzazione si aderisce. Diversamente, secondo quanto afferma Pinotti, si aderisce al un potere occulto libero da vincoli con la società civile. E’ questo non è legale! Costituisce, inoltre, un serio problema per la Chiesa che, con tutte le testimonianze negative degli ex adepti all’Opus Dei, ha una bella gatta da pelare!

 

 

 

 

Di Fernando - Pubblicato in : Chiesa
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Venerdì 25 settembre 2009 5 25 /09 /2009 20:03

Crimini sessuali e Vaticano ( documentario italiano )

Video che smaschera le gerarchie ecclesiastiche per avere coperto i preti pedofili ...

Fonte:tedbunner Youtube (documentario BBC)

NY FELLAS
tedbunker&tedbunker
Sex crimes and the Vatican è un documentario realizzato dal giornalista Colm O'Gorman nel 2006 e originariamente trasmesso dalla BBC all'interno dello show investigativo "Panorama". Il reportage è stato girato per documentare gli abusi pedofili di alcuni membri del clero.
Il documentario dura 39 minuti ed è condotto da Colm O'Gorman, vittima di abusi sessuali in età adolescenziale. Questo video testimonia la presunta complicità della Chiesa cattolica nell'aver protetto molti preti pedofili con il documento emanato dalla Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione nel 1962, chiamato Crimen sollicitationis. Questo documento, che venne inviato a tutte le diocesi, sarebbe, sempre secondo il documentario, segretato negli Archivi segreti vaticani.
Il video fu trasmesso dalla BBC ad ottobre 2006. In Italia non era mai andato in onda. A maggio del 2007 fu sottotitolato in italiano dal blog Bispensiero.it e fu visto sul web da oltre cinque milioni di utenti [1][2]. La Rai, dopo svariate reazioni che miravano a non far mandare in onda il film, ha acquistato il documentario ed ha permesso alla trasmissione televisiva di Rai Due Anno Zero, condotta da Michele Santoro, di mandarlo in onda giovedì 31 maggio 2007. Alla trasmissione hanno partecipato esponenti della Chiesa, come monsignor Rino Fisichella, e lo stesso Colm O'Gorman.
Il documentario è stato oggetto di ampie critiche da parte di vari esponenti cattolici. Tra le principali[1]:
La condizione del Crimen sollicitationis il quale non era segreto ma riservato, poiché non può essere considerato segreto un documento inviato a tutti i Vescovi e Patriarchi del mondo.
La strumentalizzazione del dolore delle vittime da parte di Colm O'Gorman.
L'aver generalizzato accollando la responsabilità dei preti colpevoli anche a tutti gli altri preti estranei.
L'aver accusato la Chiesa di non aver fatto niente non riconoscendo l'esistenza in USA e Inghilterra di associazioni create dai Vescovi per aiutare le vittime degli abusi, esistenza delle associazioni poi riconosciuta anche dallo stesso Colm O'Gorman.
Altre critiche sono arrivate dal quotidiano Avvenire con un articolo di Massimo Introvigne [2]
La lettera De delictis gravioribus, firmata dal cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede il 18 maggio 2001 viene presentata dalla Bbc come un documento segreto, mentre fu immediatamente pubblicata sul bollettino ufficiale della Santa Sede presente anche sul sito istituzionale.
Il non spiegare che la De delictis gravioribus ha l'unico scopo di dare esecuzione pratica alle norme promulgate con la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela di Giovanni Paolo II, del precedente 30 aprile.
«Il lasciar intendere che quando la Chiesa afferma che i processi relativi a certi delicta graviora («crimini più gravi»), tra cui alcuni di natura sessuale, sono riservati alla giurisdizione della Congregazione per la dottrina della fede, intende con questo dare istruzione ai vescovi di sottrarli alla giurisdizione dello Stato e tenerli nascosti.»
L'aver lasciato intendere che il Crimen sollicitationis si occupi solo degli abusi sui bambini, avendo il documentario trattato solo il paragrafo 73, ed essendo invece più ampio come "dei sacerdoti che abusano del sacramento della confessione per intessere relazioni sessuali con le loro penitenti" o del crimen pessimus, cioè alla relazione sessuale di un sacerdote «con una persona dello stesso sesso» perciò di vari crimini e non solo di pedofilia.
L'aver affermato che «la Crimen sollicitationis aveva lo scopo di coprire gli abusi avvolgendoli in una coltre di segretezza tale per cui la pena per chi rompe il segreto è la scomunica immediata». È precisamente il contrario: il paragrafo 16 impone alla vittima degli abusi di «denunciarli entro un mese» sulla base di una normativa che risale al 1741.
Infine Tom Doyle che ha collaborato con l'autore del documentario, ha affermato in una lettera del 13 ottobre 2006, a John L. Allen, (vaticanista statunitense), che «benché abbia lavorato come consulente per i produttori del documentario, temo proprio che alcune distinzioni che ho fatto a proposito del documento del 1962 siano andate perdute. Non credo né ho mai creduto che quel documento sia la prova di un complotto esplicito, nel senso convenzionale, orchestrato dai più alti responsabili del Vaticano per tenere nascosti casi di abusi sessuali perpetrati dal clero».

Un video della BBC (con sottotitoli in italiano) che ognuno dovrebbe vedere per capire come le gerarchie ecclestiastiche della chiesa cattolica romana coprono i preti pedofili. Testimonianze dirette di pesone violentate da preti. Le prove che Ratzinger, quando era cardinale, sapeva dei crimini commessi da molti preti sui bambini in America ma comandò che i fatti fossero tenuti segreti. Un video veramente scioccante, che deve essere fatto conoscere anche ai Cattolici Romani.
http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/SexCrimesandVaticans.avi


Ancora sulla Pretofilia

SEX CRIMES AND VATICAN - ITA -part.1

Fonte: tedbunner


 

SEX CRIMES AND VATICAN - ITA -part.2


 

SEX CRIMES AND VATICAN - ITA -part.3


 

SEX CRIMES AND VATICAN - ITA -part.4



NOSTRO  COMMENTO: Ci chiediamo:  perché mai  l’autorità competente e  preposta  a  reprimere i reati, quando casi del genere accadono in Italia non interviene e tollera che la Chiesa mandi tutto nel dimenticatoio?  E’ una vera vergogna! Ancora si  nascondono reati  del genere. Non è vero che il pedofilo è persona malata – lo sono solo pochi casi ben individuati – il pedofilo, a Nostro avviso, è semplicemente UN GRAN  MAIALE   a cui andrebbe somministrata una sonora passata di LEGNATE  ed andrebbero asportati gli organi preposti  ai  rapporti  sessuali. Solo così  gli passava subito la voglia di commettere degli altri reati. Ma come si fà a proteggere simili PORCI. La mia mente si rifiuta di andare oltre! Molte volte la legge del taglione appare quanto mai attuale di fronte a simili aberrazioni.

 

Di Fernando - Pubblicato in : Chiesa
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